Spazzino...

Si buttano!

Altro che Torre di Pisa!

Quando il suolo ti inghiotte...

Antichi giochi di ragazzi...

In coda per il cesso...!

Una panchina nuda...

The monster!

Sega gigante!

Faccione

Donne nude nei cubi

Robe da matti...!

Tette che fanno acqua da tutte le parti...

Pollicino

Gulp

Ammazza piccione!

Cigarrillo...

Volareee......

Cavallina

Chiocciola

Murati vivi!

Nun ce'a fazz cchiù!

In bilico...

Gigante che affonda

I want to ride my bycicle...

Cusa l'è cheschì ... ??

I'd like to share a revelation that I've had, during my time here.
It came to me when I tried to classify your species.
I realized that you're not actually mammals. Every mammal on this planet instinctively develops a natural equilibrium with the surrounding environment, but you humans do not. You move to an area, and you multiply, and multiply, until every natural resource is consumed. The only way you can survive is to spread to another area.
There is another organism on this planet that follows the same pattern. A virus.
Human beings are a disease, a cancer of this planet, you are a plague, and we are the cure.

Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui.
Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie.
Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi. Tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca.
C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus.
Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura.





Era d’Agosto e il povero uccelletto
ferito dallo sparo di un moschetto
ando’, per riparare l’ala offesa,
a finire all’interno di una chiesa.
Dalla tendina del confessionale
il parroco intravide l’animale
mentre i fedeli stavano a sedere
recitando sommessi le preghiere.
Una donna che vide l’uccelletto
lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si senti’ un pigolio:
cio cio, cip cip cio
Qualcuno rise a ’sto cantar d’uccelli
e il parroco, seccato, urlo’: “Fratelli!
Chi ha l’uccello mi faccia il favore
di lasciare la casa del Signore!”
I maschi, un po’ sorpresi a tal parole,
lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lascio’ il confessionale
e: “Fermi - disse - mi sono espresso male!
Tornate indietro e statemi a sentire,
solo chi ha preso l’uccello deve uscire!”
A testa bassa e la corona in mano,
le donne tutte uscirono pian piano.
Ma mentre andavan fuori grido’ il prete:
“Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi l’ha preso in chiesa!”
Ubbidienti in quello stesso istante
le monache si alzaron tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa del Signore.
“Per tutti i Santi - grido’ il prete -
sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori,
l’equivoco e la serie degli errori:
esca solo chi e’ cosi’ villano
da stare in chiesa con l’uccello in mano!”
Ben celata in un angolo appartato,
una ragazza col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci manco’ poco si sentisse male,
e con il volto di un pallore smorto
disse: “Che ti dicevo ? Se n’e’ accorto!”